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Ramadan, il sonno e la strada

Per circa un mese il ritmo di sonno e pasti cambia, e la sonnolenza diurna aumenta. Riconoscerlo e adattare la guida è prevenzione, con rispetto.

Analisi
Pubblicato: 17.07.2026

Il fatto

Per circa un mese milioni di persone - in Svizzera una parte del circa 6% di fede musulmana - digiunano dall'alba al tramonto. Il pasto prima dell'alba, il suhoor, e le veglie serali spezzano il sonno: si dorme meno e in orari diversi. Non è un difetto di nessuno: è ciò che accade al corpo quando cambiano gli orari dei pasti e del riposo.

L'evidenza

Meno sonno e ritmo alterato significano più sonnolenza durante il giorno, che al volante abbassa la vigilanza e allunga i tempi di reazione - non per fatica muscolare, ma per debito di sonno. Un'analisi dei dati di incidentalità (studio time-series, provincia di Guilan, Iran, 2013-2016) ha misurato, durante il Ramadan e a parità di traffico e altri fattori, un aumento del 14% degli incidenti e del 19% dei feriti (DOI 10.1186/s12889-025-21980-5). È un segnale di contesto, non un verdetto sulla Svizzera: va letto con la cautela della trasferibilità alla guida reale.

Perché ne parliamo così

Non è il problema di un gruppo: è uno stato temporaneo e situazionale, che attraversa il calendario e finisce con il mese. Parlarne è un gesto di cura verso una parte del pubblico che guida sulle stesse strade, non un dito puntato. La sonnolenza alla guida non ha religione né passaporto: cambia solo l'occasione in cui si presenta.

Cosa aiuta

Poche cose concrete, senza prescrizioni mediche. Proteggere una finestra di sonno attorno al suhoor, anche breve. Un power nap di pochi minuti prima di mettersi al volante, quando è possibile. Attenzione alle ore in cui la sonnolenza pesa di più, il primo pomeriggio e il tardo giorno prima dell'iftar: si può vedere quando con il segnale circadiano della strada. E la regola che vale sempre: se si è assonnati, non si guida. Per i temi clinici - apnea, disturbi del sonno, farmaci - il rimando è alla scienza, in Sleep Science.

La cura, non la colpa

Riconoscere prima, non punire dopo.

È lo stesso principio di tutto il nostro lavoro: rendere un pericolo riconoscibile prima, non punibile dopo. Anche qui, il pericolo senza segnale.

Origine e fonti

Ramadan e incidenti stradali: studio time-series, provincia di Guilan (Iran), 2013-2016, DOI 10.1186/s12889-025-21980-5.
Contesto scientifico: IRM Zurigo, DOI 10.1021/acs.jproteome.5c01064; EOC Neurocentro.
Terminologia: sonnolenza, mai fatica. Trattato con rispetto, senza dettagli identificativi.

Restare svegli, alla guida e nella vita.

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