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Nel 1917 un poster americano invitava a spostare le lancette per "guadagnare un'ora di luce". Un secolo dopo sappiamo che il corpo non si sposta con l'orologio - e il conto arriva anche sulla strada.
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Un uomo in giacca scrive una cartolina al suo deputato. Alle spalle, un sole enorme sorge sul Campidoglio. In alto, in rosso: "Saving Daylight!". È il 1917, e la United Cigar Stores Company distribuisce cartoline già pronte da spedire al Congresso: firma, imbuca, e aiuta a fare dell'ora legale una legge nazionale. "Set the clock one hour ahead" - sposta l'orologio di un'ora. La promessa è seducente: più luce la sera, più lavoro, un'ora guadagnata. In piena guerra, spostare le lancette diventa quasi un dovere. L'anno dopo, nel 1918, gli Stati Uniti adottano l'ora legale.
C'è un dettaglio che quel poster non poteva sapere. Una legge sposta l'orologio del muro, non quello del corpo. Il ritmo circadiano - l'orologio interno che governa sonno e vigilanza - continua a segnare la sua ora. Quando in primavera spostiamo le lancette avanti, non guadagniamo niente: sottraiamo un'ora di sonno a un'intera popolazione, nello stesso momento. Un piccolo jet lag collettivo, imposto per decreto. Da noi si chiama ora legale, e l'Unione europea ne ha persino discusso l'abolizione. La luce si sposta sul calendario; il corpo, no.
Questo scarto ha un costo misurabile. Uno studio pubblicato su Current Biology nel 2020, su vent'anni di dati statunitensi, ha rilevato un aumento del rischio di incidenti stradali mortali nei giorni successivi al passaggio primaverile all'ora legale, dell'ordine di pochi punti percentuali, più marcato al mattino (DOI: 10.1016/j.cub.2019.12.045). È un'associazione, non una condanna: l'effetto è modesto, discusso in letteratura, e va verificato nel trasferimento alla guida reale. Ma indica una cosa semplice: quando togliamo un'ora di sonno a tutti insieme, la sonnolenza al volante non chiede il permesso.
Cosa c'entra con noi
Non possiamo scegliere di non spostare l'ora. Possiamo però riconoscere la finestra in cui il rischio di sonnolenza tende a essere più alto, e pianificare intorno: rimandare la partenza, prevedere una pausa, dormire un'ora in più la notte prima del cambio. È il senso dello strumento del segnale circadiano: non misura la persona, mostra quando il corpo è più esposto. "Saving daylight" salvava luce; a volte, senza dirlo, spendeva sonno. Restare svegli, alla guida e nella vita.
United Cigar Stores Company, "Saving Daylight!", 1917. Manifesto, dominio pubblico (Library of Congress). Campagna per l'adozione dell'ora legale; Standard Time Act, 1918.
Fritz J, VoPham T, Wright KP Jr, Vetter C. A Chronobiological Evaluation of the Acute Effects of Daylight Saving Time on Traffic Accident Risk. Current Biology, 2020 (DOI 10.1016/j.cub.2019.12.045).
Varughese J, Allen RP. Fatal accidents following changes in daylight savings time. Sleep Medicine, 2001.