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Il segnale che non esiste

C'è un cartello per quasi ogni pericolo della strada. Per la sonnolenza no. Storia di un'assenza - e di una proposta.

Voce · proposta
Pubblicato: 14.07.2026
Un triangolo di pericolo nei colori Drive Awake con un occhio assonnato
La sonnolenza non ha un segnale. Non ancora.

L'assenza

C'è un cartello per quasi ogni pericolo della strada: caduta massi, attraversamento di animali, vento laterale, fondo ghiacciato. La segnaletica ha un simbolo per ciascuno, e ne ha persino uno per gli "altri pericoli", quelli senza figura propria. Per la sonnolenza no. Eppure è tra le condizioni più frequenti dietro gli incidenti gravi e, a differenza degli altri pericoli, non arriva da fuori: arriva da dentro chi guida.

Il segnale che arriva

Mentre sulla strada quel simbolo manca, dentro l'auto un segnale sta arrivando. Il regolamento europeo sulla sicurezza dei veicoli rende obbligatori i sistemi che avvisano quando chi guida è assonnato o distratto: l'allerta sonnolenza sui nuovi veicoli dal 2024, quella sulla distrazione dal 2026 (regolamento UE 2019/2144). La macchina, insomma, sta imparando ad accorgersi. La strada, intorno, non ancora. Il segnale nasce nell'abitacolo prima che sull'asfalto.

Perché manca

Un cartello indica un pericolo esterno, là fuori: una curva, una frana, una strettoia. La sonnolenza è diversa, perché nasce dentro di noi, e ammetterla è un piccolo tabù. Dormire poco viene ancora letto come merito, resistere come virtù, fermarsi come debolezza. Non si mette un cartello a un pericolo che continuiamo a negare. L'assenza del segnale, prima che tecnica, è culturale.

Il limite della prova

C'è anche una ragione che riguarda il diritto. La sonnolenza non si vede prima e non lascia una traccia specifica e standardizzata, paragonabile al tasso alcolemico: oggi non esiste un test utilizzabile sul posto né un biomarcatore validato capace di ricostruire automaticamente un caso. Restano elementi indiretti - la dinamica dell'incidente, l'assenza di frenata, i dati dell'EDR, la ricostruzione forense. Dieci anni fa, sull'A2 vicino a Quinto, nel procedimento emerse una grave apnea del sonno che il conducente non sapeva di avere: un caso costruito attorno a un pericolo che non si sapeva ancora misurare. La scienza sta esplorando quella traccia: la ricerca dell'IRM di Zurigo studia la possibilità di individuare un'impronta biochimica associata alla privazione acuta di sonno (DOI 10.1021/acs.jproteome.5c01064). È un proof of concept di laboratorio, non un test su strada validato. È il segnale biochimico che comincia ad arrivare, dentro il corpo, come quello elettronico arriva dentro l'auto. Due segnali in cammino, e una strada ancora muta.

La proposta

Non riprodurre la segnaletica. Inventare il segnale che manca.

Non pretendiamo di riscrivere la segnaletica: un segnale ufficiale segue un percorso preciso, fatto di ordinanze e convenzioni internazionali, e di competenze che non sono le nostre. Non è un nuovo segnale ufficiale, ma una proposta culturale: un simbolo con cui rendere visibile un rischio ancora difficile da riconoscere. Un eventuale uso ufficiale richiederebbe validazione e un percorso istituzionale; intanto può aprire una riflessione e sostenere la prevenzione, con misura ma sul serio. La cultura della guida - e forse un giorno la segnaletica stessa - può riconoscere la sonnolenza come già riconosce gli altri pericoli. Il triangolo vuoto è la forma dell'avvertimento, ancora da riempire: un simbolo nuovo per l'unico pericolo che non ne ha.

E, nell'attesa che quel segnale trovi posto sulla strada, ne abbiamo costruito un primo prototipo tascabile: lo strumento del segnale circadiano, che mostra quando il rischio di sonnolenza tende a essere più alto, prima di partire. Il segnale non esiste ancora sulla strada. Per ora, l'abbiamo messo in tasca.

Un segnale non punisce. Ricorda. Non cerca un colpevole dopo: aiuta a fermarsi prima. È questo il senso - prevenzione, non persecuzione. Dare un posto, nel linguaggio condiviso della strada, a un pericolo rimasto finora senza nome.

Restare svegli, alla guida e nella vita.

Fonti

Sistemi UE di allerta sonnolenza e distrazione: regolamento (UE) 2019/2144 (DDAW dal 2024, ADDW dal 2026).
Sonnolenza e incidenti: Horne JA, Reyner LA, BMJ 1995 (DOI 10.1136/bmj.310.6979.565).
Biomarcatori salivari della privazione acuta di sonno: IRM Zürich (DOI 10.1021/acs.jproteome.5c01064).
Legge federale sulla circolazione stradale (LCStr, RS 741.01), art. 31 - la sonnolenza non è nominata; è coperta come clausola generale di inidoneità.
Catalogo dei segnali stradali svizzeri - un cartello per quasi ogni pericolo, nessuno per la sonnolenza.
Caso Quinto: incidente sull'A2, apnea del sonno non diagnosticata. Anniversario 26 luglio.

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