Home · Sleep Science · Privazione acuta del sonno
Privazione acuta del sonno
Acute Sleep Deprivation
Restare svegli oltre il normale accumula un debito di sonno immediato. Non è una malattia: è la condizione più frequente dietro la sonnolenza alla guida, e la più sottovalutata.
In laboratorio, dopo 17 ore di veglia continua, le prestazioni in un compito di coordinazione al computer sono peggiorate quanto con 0,5 g/l di alcol nel sangue, il limite svizzero; dopo 24 ore quanto con 1,0 g/l, ben oltre. Non è una prova di guida, ma dà un'idea dell'ordine di grandezza.
Il cervello ha bisogno di sonno per ripulire e consolidare. Saltarlo, anche per una notte, rallenta l'elaborazione, restringe l'attenzione e apre la porta ai microsonni, cali di coscienza di pochi secondi di cui non ci si accorge. Più a lungo si resta svegli, più il deficit cresce, in modo prevedibile.
È il punto in cui la scienza incontra la strada. In laboratorio, Dawson e Reid hanno mostrato che la veglia prolungata peggiora le prestazioni in un compito di coordinazione al computer quanto l'alcol. Non si tratta di guida vera e propria, ma dà un'idea dell'ordine di grandezza: un turno lungo, una notte in bianco, un viaggio iniziato troppo presto pesano sull'attenzione, e al posto di blocco nessun test può rilevarlo.
È la forma quotidiana del pericolo senza segnale. La privazione acuta non ha un nome clinico né un cartello: per questo Drive Awake la mette al centro, e lo strumento del segnale circadiano nasce proprio per riconoscerla prima di partire.