Comunicato del 20.07.2026 · 10° anniversario
Quinto. Quando la sonnolenza non aveva nome.
Sull'A2 in Leventina, un conducente con una sindrome delle apnee del sonno severa, di cui non era consapevole, tamponò un'auto ferma in colonna. L'incidente fu mortale. Il procedimento penale si è chiuso con un proscioglimento. Dieci anni dopo, la ricerca indica una direzione.
Ultima revisione: 26.09.2026
| 26.09.2026 | Qualifica del Prof. Manconi precisata. |
| 25.09.2026 | Aggiunto che l'incidente fu mortale. Sommario senza nesso tra proscioglimento e assenza di test. Limiti dello studio, proposte e fonti precisati. |
| 29.07.2026 | Precisazioni sulla descrizione dello studio e sull'esito penale. |
| 28.07.2026 | Precisazioni verificate con l'IRM: le quattro notti a sei ore hanno prodotto solo deboli cambiamenti metabolici. |
| 23.07.2026 | Precisazioni sullo studio IRM: numero delle caratteristiche molecolari e limiti della prova di concetto. |
| 22.07.2026 | Revisione su riscontri esterni: obiettivo reso esplicito, spiegazione dell'apnea, descrizione dello studio IRM, proposte cliniche, formulazione dell'esito penale. |
- 2016A2, Leventina
- 2026Studio IRM Zürich, in laboratorio
Il caso
Il 26 luglio 2016, sull'autostrada A2 all'altezza di Quinto, in Leventina, un veicolo tamponò un'auto ferma in colonna. L'incidente fu mortale. La perizia medica ordinata dal Tribunale penale cantonale accertò che il conducente soffriva di una sindrome delle apnee ostruttive del sonno di grave entità, di cui non era consapevole e che fu diagnosticata solo dopo l'incidente. Un pericolo reale, che nessun controllo su strada poteva rilevare: allora come oggi.
Il pericolo senza segnale: reale, invisibile ai controlli su strada.
Perché lo pubblichiamo
Il nostro pensiero va alle vittime e ai loro familiari. Non raccontiamo questo caso per rievocarlo: il decimo anniversario è stato l'occasione per aprire un dibattito pubblico su un rischio stradale ancora poco riconosciuto, la sonnolenza alla guida e i disturbi del sonno che possono causarla. L'obiettivo è concreto: riconoscere meglio questi disturbi come possibile fattore di rischio, favorire una valutazione specialistica nei casi sospetti, sostenere la ricerca di indicatori oggettivi. Un invito a chi guida, a chi cura e a chi si occupa di sicurezza stradale a guardare questo pericolo prima che lasci una traccia.
Dall'apnea al colpo di sonno
L'apnea ostruttiva del sonno interrompe ripetutamente il respiro durante la notte e frammenta il riposo. In alcune persone può provocare una marcata sonnolenza diurna e aumentare il rischio di colpi di sonno alla guida: brevi addormentamenti involontari di pochi secondi, spesso senza che la persona se ne accorga. È una patologia che può restare non diagnosticata per anni. Al volante, pochi secondi bastano.
Tregear et al. 2009, J Clin Sleep Med · DOI 10.5664/jcsm.27662Lo studio dell'IRM Zürich
Nel fascicolo di giugno 2026 del Journal of Proteome Research, poche settimane prima del decimo anniversario, l'Istituto di medicina legale dell'Università di Zurigo (IRM Zürich), partner scientifico di Drive Awake, ha pubblicato un risultato promettente. Su venti giovani uomini sani, in tre condizioni controllate (una notte senza sonno, quattro notti di sonno ridotto a sei ore e una di riposo normale), un classificatore di apprendimento automatico ha distinto la privazione acuta di sonno sulla base di dodici caratteristiche molecolari nel fluido orale. Le quattro notti a sei ore, invece, hanno prodotto solo deboli cambiamenti metabolici. È una firma biochimica possibile per una condizione che finora non lasciava traccia.
Scholz et al. 2026, J Proteome Res · DOI 10.1021/acs.jproteome.5c01064Che cosa non dice ancora
È una prova di concetto in laboratorio, su un piccolo gruppo di volontari sani. Non è un test stradale validato, non diagnostica l'apnea del sonno e non permette di ricostruire a posteriori ciò che accadde a Quinto. Lo studio misura la privazione acuta di sonno in condizioni sperimentali, non la sonnolenza alla guida nella vita reale. La sonnolenza legata all'apnea, inoltre, è cronica: la condizione più vicina tra quelle studiate, il sonno ridotto per più notti, ha dato solo deboli cambiamenti. Secondo l'IRM, la prossima fase è uno studio sul campo internazionale, per validare il metodo in condizioni realistiche. Per un pericolo che oggi non lascia traccia, è una direzione.
Le proposte
Il Prof. Mauro Manconi, viceprimario del Servizio di medicina del sonno dell'EOC e partner scientifico di Drive Awake, indica due direzioni concrete. Prevenzione clinica: valutare screening proporzionati dei disturbi del sonno nell'idoneità alla guida, a scopo preventivo e non sanzionatorio, con attenzione ai conducenti professionali e ai casi successivi a incidenti compatibili con un colpo di sonno. Valutazione specialistica: nei casi con sospetto disturbo del sonno, integrare la medicina del traffico con gli specialisti in medicina del sonno e con la rete dei centri certificati dalla Società svizzera di ricerca sul sonno, medicina del sonno e cronobiologia (SSSSC). Non uno screening obbligatorio per ogni patente, ma una collaborazione mirata dove il rischio è più concreto.
Per chiarezza
Esito penale: proscioglimento, divenuto definitivo dopo la rinuncia del Ministero pubblico al ricorso. Questo esito non implica una conclusione civile o fattuale più ampia sull'evento. Il comunicato non riporta nazionalità, età o dettagli delle persone coinvolte: per rispetto, e perché il punto non è la vicenda giudiziaria ma il pericolo che rende visibile.
Il caso, dentro il progetto
Quinto è il punto in cui si incontrano le nostre rubriche e il documentario.
Fonti e riferimenti
- Scholz M, Steuer AE, Dobay A, Landolt HP, Kraemer T. Journal of Proteome Research 2026; 25(6): 2740-2750 (si apre in una nuova scheda)
- RSI, "Fu un colpo di sonno", 09.01.2019 (si apre in una nuova scheda)
- Ticinonline, "Incidente mortale a Quinto causato da un colpo di sonno", 09.01.2019 (si apre in una nuova scheda)
- Corriere del Ticino, "Tragedia di Quinto, camionista prosciolto", 11.03.2019 (si apre in una nuova scheda)